I Simpson

Sicuramente tutti conoscono I Simpson: questo show nato in America, infatti, è stato tradotto in quasi tutto il mondo ed è la più lunga serie animata americana mai trasmessa.

Questa sitcom animata fu creata dal fumettista statunitense Matt Groening a fine degli anni ottanta per la Fox Broadcasting Company. “È una parodia satirica della società e dello stile di vita statunitensi, personificati dalla famiglia protagonista, di cui fanno parte Homer, Marge e i loro tre figli Bart, Lisa e Maggie.

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Avendo riscosso così tanto successo in America, le due società co-produttrici della serie televisiva (Fox e Gracie Film) hanno curato in prima persona e in ogni minimo dettaglio ogni fase dell’esportazione del prodotto all’estero: infatti hanno scelto sia i doppiatori che i direttori di doppiaggio del cartone in quasi tutti i Paesi. In particolare, in Italia la Gracie Film ha collaborato con Mediaset (primo canale distributivo italiano de I Simpson) nella scelta di doppiatori la cui voce assomigliasse il più possibile a quella degli attori originali. Se ci si fa caso, infatti, le voci dei doppiatori Americani dello show sono molto simili a quelle dei doppiatori Italiani: la voce di Tonino Accolla (doppiatore Italiano di Homer Simpson) è veramente simile a quella di Dan Castellaneta (doppiatore ufficiale di Homer), così come la voce di Julie Kavner (doppiatrice di Marge Simpson nella versione originale) e quella di Liù Bosiso (doppiatrice di Marge nella serie italiana) si assomigliano in maniera sorprendente.

La storia è ambientata nella città Americana di Springfield; ogni episodio racconta un evento nella vita di tutti i giorni della famiglia: “persone normali, senza particolari ambizioni e decisamente prive di tutti quei “poteri magici” che da sempre hanno accompagnano centinaia e centinaia di serie animate.” Ma gli autori della serie descrivono questa “normalità” con un occhio ironico e soprattutto satirico: dietro il “cartone animato” e “le risate”, si può leggere infatti molto spesso una critica profonda a quella che è oggi la società in generale, e più nello specifico quella Americana.

Come detto in precedenza, la serie animata di Matt Groening è un chiaro esempio di satira pungente nei confronti della società Americana, della quale presenta molti riferimenti culturali.

Posto che I Simpson sono totalmente incentrati sul modello americano di società, come può essere venduta ad un pubblico straniero e soprattutto accettata e amata?

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In questo caso possiamo dire che l’adattamento più che la traduzione abbia giocato un ruolo fondamentale e che sia stato l’elemento chiave per far apprezzare lo show al pubblico italiano.

Infatti, l’adattatore italiano della serie ha apportato vari cambiamenti strutturali sia ai protagonisti che ai personaggi secondari: questo processo viene chiamato addomesticamento e il suo scopo è quello di far capire meglio ad un pubblico straniero personaggi, frasi, battute, usi e costumi che sono stati creati in un altro Paese e quindi portano con sé un bagaglio specifico di cultura. Non solo: grazie alle modifiche apportate alla serie italiana il cartone ha avuto un successo enorme.

       L’adattamento italiano de I Simpson è un processo che include stravolgimenti e cambiamenti a nomi e origini di alcuni personaggi, acronimi, giochi di parole, slogan, riferimenti culturali, cartelloni, manifesti, sigle pubblicitarie, canzoni, titoli degli episodi e molto altro ancora: tutto ciò fa parte del processo di addomesticamento.

 

Allo stesso tempo possiamo affermare che in Italia questo cartone sia stato non solo addomesticato, ma anche indigenizzato: ciò significa che le caratteristiche di alcuni personaggi che erano tanto peculiari per il pubblico americano sono state totalmente eliminate e sostituite con altre, più familiari al pubblico italiano, o tipiche  dell’Italia.

Come spiegherò nel prossimo capitolo, i due elementi risultanti da questo processo di addomesticamento e indigenizzazione che hanno reso la serie così popolare in Italia sono stati i riferimenti alla cultura popolare e soprattutto gli stereotipi con i quali i personaggi sono stati descritti.

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All’interno dello show sono presenti, oltre alla famiglia Simpson (composta da Homer, Marge, Bart, Lisa e Maggie), una serie di personaggi secondari, abitanti di Springfield, che fanno la loro apparizione più o meno spesso durante i vari episodi. Possiamo ritrovare in questi personaggi dei tratti o caratteristiche che ci rimandano immediatamente a degli stereotipi che tutti noi conosciamo: un capo maligno e avaro (Mr. Burns), un sindaco corrotto (Sindaco Quimby), un poliziotto inaffidabile (il commissario Winchester), un immigrato che lotta per i suoi diritti (Apu), e così via. Qualunque persona appartenente a qualunque nazionalità e cultura li può riconoscere facilmente, avendo incontrato persone che presentano tali caratteristiche almeno una volta nella vita.

Questi personaggi sono descritti tramite degli stereotipi sociali, etnici e/o culturali. Sono stati proprio questi stereotipi l’elemento fondamentale che ha aiutato i traduttori della serie italiana ad adattare lo show per il pubblico.